Investire nel benessere organizzativo aziendale è importantissimo

Di recente mi sono occupata di mobbing sul lavoro, sia parlandone in un workshop, che ho tenuto il 6 giugno scorso, oltre che in una intervista e anche scrivendo un ebook (in fase di ultimazione).

Tuttavia bisogna dire che, all’interno di alcune aziende, esistono cause che provocano una sorta di malessere e scontentezza sul luogo di lavoro anche senza arrivare a situazioni drastiche come il mobbing … Difatti non di rado chi desidera cambiare lavoro, non lo fa solo per un unico desiderio di miglioramento professionale ed economico ma anche a seguito di scontentezza, insoddisfazione e costante malumore, percepiti sul luogo di lavoro e causati da diversi motivi. Il malessere sul lavoro, oltre che sul contesto professionale, si ripercuote di conseguenza sulla vita privata e spesso fa decidere di voler “scappare” da quell’impiego il prima possibile! Io stessa, dopo tanti anni di lavoro in grosse multinazionali, mi sono resa conto che, in alcuni contesti aziendali, è molto facile trovarsi in situazioni spiacevoli, lavorativamente parlando…

Ma come si può, nel limite del possibile, prevenire queste situazioni spiacevoli in azienda?

Ad esempio, nel caso di aziende dove sono presenti spesso contrasti ed eccessiva rivalità tra i dipendenti (accade spesso) uno dei mezzi sicuramente utili è promuovere percorsi di team e group coaching e percorsi formativi che servano anche per migliorare una comunicazione assertiva e la gestione di conflitti (ne parleremo più nello specifico in un prossimo articolo).

Ma è soprattutto importante promuovere, in generale, il benessere in azienda con azioni mirate.

E’ risaputo che le imprese che investono per promuovere il benessere dei propri dipendenti, hanno un deciso aumento di produttività, della qualità lavorativa e delle performance dei lavoratori, oltre che della loro qualità di vita. Quindi è davvero importante che un’azienda cerchi in tutti i modi di promuovere il benessere organizzativo anziché l’eccessiva competizione al suo interno, che porta solo a malessere e insoddisfazione dei dipendenti. Un buon clima in azienda, favorisce la concentrazione sui compiti da svolgere, sul rendimento, la produttività e sulle relazioni lavorative.

Tuttavia per sviluppare il benessere in azienda sono necessari alcuni criteri tra i seguenti elencati:

  • Condivisione degli obiettivi (Vision e Mission aziendale): Ogni singolo dipendente, pur svolgendo una mansione specifica, deve sentirsi parte integrante dell’azienda e condividerne gli obiettivi.
  • Coinvolgimento e partecipazione di tutti i dipendenti: Ogni dipendente si deve sentire parte di qualcosa e incoraggiato, anche dai colleghi e superiori, facendo squadra e non restando escluso o, peggio ancora, discriminato. Il coinvolgimento migliora di molto la produttività aziendale e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Purtroppo in alcune realtà aziendali questo punto è totalmente ignorato.
  • Motivazione del personale: Decisiva per raggiungere gli obiettivi. La motivazione è essenziale per spronare gli individui a concludere una determinata attività o progetto. Chiaramente nel caso, ad esempio, di mansioni noiose e ripetitive, questo non porterà mai a forte motivazione ma tale problema può essere, almeno in parte, risolto facendo in modo, da parte del management aziendale, di mostrare spesso apprezzamenti e lodi sincere sul lavoro svolto dai propri collaboratori, facendoli sentire importanti per il loro contributo. Inoltre potrebbe essere anche utile, in alcuni casi, la Job Rotation, ovvero la rotazione del personale a diverse mansioni; ciò per rendere il lavoro sempre diverso e far acquisire nuove competenze.
  • Soddisfazione lavorativa ed economica: E’ forse di importanza primaria ed è il motivo principale che spinge un lavoratore a restare o lasciare quella determinata azienda. Se manca questa, purtroppo, non ci sarà mai motivazione a restare in quella azienda.
  • Buone relazioni con colleghi/superiori: Un clima sereno e amichevole giova a tutti e la fiducia è alla base di ogni rapporto umano e lavorativo. Quindi un clima aziendale carico di conflitti, malumori e pettegolezzi non giova al benessere aziendale e inoltre espone al grave rischio di discriminazioni e mobbing.
  • Formazione continua: Ogni dipendente deve essere formato e aggiornato per migliorare sempre più la qualità del proprio lavoro. Ciò rende le persone più competenti e preparate e giova sicuramente alla produttività aziendale. Sono anche molto importanti, come detto sopra, percorsi di team e group coaching e la formazione che riguarda la comunicazione assertiva e la gestione dei conflitti in azienda.
  • Spazi di lavoro ben distribuiti: Negli ultimi decenni, molte imprese hanno adottato spesso e volentieri gli uffici in open-space, pensando che ciò migliorasse la produttività e la collaborazione … niente di più sbagliato! Diversi studi hanno dimostrato che mettere tante persone in un open-space riduce la concentrazione e aumenta la possibilità di errori. Inoltre non stimola affatto alla collaborazione ma alla chiusura, allo stress e al contrasto tra colleghi.
  • Meritocrazia: Purtroppo le aziende italiane hanno il triste primato di essere meno competitive a causa della mancanza di meritocrazia ed equità.Un ambiente meritocratico è, invece, necessario per identificare le figure più meritevoli e competenti a ricoprire le posizioni di comando e di conseguenza che siano in grado di gestire i vari team lavorativi nel miglior modo possibile.
  • Flessibilità di orario e Smart Working: In Svezia alcune aziende hanno sperimentato la riduzione dell’orario da 8 a 6 ore giornaliere perché hanno compreso che i dipendenti che possono disporre meglio del loro tempo sono dipendenti più felici e più produttivi! Di conseguenza la produttività e il rendimento non sono strettamente legati a otto ore di lavoro giornaliere, anzi, alle volte è vero il contrario e fossilizzarsi su orari rigidi è più un ostacolo che una risorsa. Inoltre altri metodi come lo Smart Working, ovvero il proprio lavoro gestito senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, può essere davvero utile per conciliare vita lavorativa e vita personale, senza diminuire il rendimento e la produttività.
  • Accesso alle informazioni e strumenti aziendali: Le informazioni che riguardano l’azienda e gli specifici compiti che ognuno deve svolgere, devono essere chiare e trasmesse correttamente. Può sembrare banale ma spesso accade che in alcune aziende, diversi lavoratori vengano messi a fare un tipo di lavoro senza alcun supporto o formazione. E non informare e formare i dipendenti in maniera adeguata su tutto il processo, porta al rischio di errori e demotivazione.

in conclusione un’azienda che promuove tutte queste iniziative (e anche altre) può dirsi davvero “illuminata”.

 

Pubblicato da

Jenny Ubaldo

Career, Life e Creativity Coach

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