IL PETTEGOLEZZO IN UFFICIO: DA EVITARE!

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Al #lavoro capita di spettegolare tra colleghi, alla macchinetta del caffè, sull’ultimo gossip. Può essere innocuo se fatto saltuariamente, scambiando due battute per ridere e alleggerire lo stress.

Ma c’è il pettegolezzo ben più pesante ed è generalmente fatto dai “criticoni” dell’ufficio, che trovano qualunque pretesto per parlare male degli altri.
Queste persone (molto negative) denigrano gli altri, principalmente, per primeggiare in quanto non riescono a farlo puntando solo sulle loro qualità e pregi, ma parlando sempre dei”difetti”altrui.

Possono essere dei trascinatori, sempre al centro dell’attenzione e sono presi anche molto in considerazione dai colleghi. Ma gettano la maschera con chi ha la sfortuna di stare loro”antipatico”, creandogli il vuoto attorno, a causa del loro continuo parlar male quindi possono anche essere dei potenziali mobber…
Il guaio nasce quando le loro opinioni e critiche vengono seriamente prese in considerazione dai capi!

Per evitare i danni di questi individui, l’unica arma, da parte di tutti i membri di un ufficio, è di non dare ascolto e non diffondere i loro pettegolezzi e critiche.
Perché chi parla male di qualcuno con te, parlerà anche male di te con altri!

Tra i vari strumenti di benessere aziendale, ritengo che dovrebbe essere obbligatoriamente introdotto nel regolamento aziendale una postilla che vieta la diffamazione e il pettegolezzo continuativo all’interno dell’azienda! Forse può sembrare esagerato ma, come detto sopra, il pettegolezzo cattivo può favorire l’insorgere del mobbing, un comportamento molto pericoloso verso i dipendenti e deleterio per la stessa azienda.

I pettegoli ci sono anche nel tuo ufficio? Scrivimi i tuoi commenti

#mobbing #lavoro #discriminazione

FAI QUESTI ERRORI NEL COLLOQUIO DI LAVORO?

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Ci sono errori che possono essere fatali in un #colloquio di #lavoro e vanno evitati.
A volte non ci si rende neppure conto di farli. Ma un percorso di #careercoaching rende più consapevoli di come proporsi al meglio nelle candidature.

Ecco solo alcuni esempi:

  • Ritardare al colloquio (o disdirlo all’ultimo minuto!) senza una ragione seria. Attenzione! l’impressione che si fa un recruiter è una sola: inaffidabilità!
  • Essere logorroici: c’è chi non se ne rende conto ma ad una semplice domanda risponde, facendo mille giri di parole e raccontando mille cose diverse. Questo potrebbe irritare un selezionatore a cui interessa soprattutto sapere cosa puoi fare per la SUA azienda.
  • Poca elasticità: anche dopo tanti anni di esperienza alle spalle, si deve avere sempre una mente aperta alle novità e imparare cose nuove.
  • Far trapelare l’ansia di voler cambiare in fretta lavoro (magari con un altro qualsiasi) perché ci si trova male nell’attuale. Questo è comprensibile ma un selezionatore lo valuta, quasi sempre, con esito negativo, ahimé!
    Per questo faccio trovare ai miei clienti il loro vero”perché”, che li focalizza bene su ciò che vogliono davvero ottenere nel lavoro e non su ciò che non vogliono più.

Ti è capitato durante un colloquio di lavoro di esserti resa/o conto di non aver dato il meglio di te? Scrivimi per una call gratuita.


#job #lavoro #carriera

QUANDO IN UFFICIO “TIRA UNA BRUTTA ARIA”

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Uno dei maggiori motivi che spinge le persone a voler cambiare #lavoro: un ambiente malsano, fatto di pettegolezzi, malumori, colleghi poco collaborativi e che magari salutano a malapena alla mattina!

Chiaramente questi sono ambienti molto tossici, fatti da persone che vivono sempre con l’atteggiamento”mors tua vita mea”che non fa bene a niente e a nessuno.
In tali contesti c’è un frequente turnover e il datore di lavoro non si pone neppure il problema di questo!

Anche se il proprio lavoro piace, il fatto di vivere due terzi della giornata in un contesto che ci opprime può essere davvero gravoso e insopportabile e nel tempo può ripercuotersi sul rendimento lavorativo.

E se a nulla servono i tentativi per alleggerire la tensione (vedi vedi articolo:  http://coachingdellafelicita.com/wp-admin/post.php?post=722&action=edit forse è il momento di fare un cambiamento significativo.

Poniti queste domande:

  • Posso fare ancora qualcosa per apportare un cambiamento in positivo nell’ufficio?
  • Se cambiassi ufficio o addirittura azienda, la mia vita avrebbe un miglioramento rilevante?

Attendo i vostri commenti anche via messaggio.

Se hai deciso di fare una svolta lavorativa contattami per una call gratuita. 

#coaching  #career

DEDICARSI ALLA PROPRIA PASSIONE CREATIVA…

ANCHE DEDICARSI ALLA PROPRIA PASSIONE CREATIVA SIGNIFICA USCIRE DALLA ZONA DI COMFORT

Nel post di sabato mi sono ispirata all’esempio del viaggio per parlare di come uscire dalla propria zona di comfort.
Tanti clienti e anche tante persone che mi scrivono, mi raccontano che ciò che non hanno mai avuto il coraggio di portare avanti dal punto di vista professionale, è una loro passione creativa, per una scelta, giustamente, di vita lavorativa e personale più stabile e sicura…
Ma non è necessario scegliere! Si può portare avanti la propria passione, mantenendo comunque il lavoro tradizionale. Certo comporterà impegno e tempo ma darà immense soddisfazioni!
Perché scrivere una canzone, un libro anche autopubblicato, una poesia, creare un oggetto con le proprie mani e con il proprio talento è “qualcosa di noi” che lasceremo al mondo.
Riprendiamo in mano la penna(o il pc!)suoniamo quello strumento, dedichiamoci al ‘creare”! Se sono nostre passioni, sono queste le attività che ci faranno sentire vivi e più in linea con il nostro”perché”.
Attendo i vostri commenti anche via messaggio.
#coaching #creativitycoaching #confortzone


P.s.perdonate il video di scarsa qualità, impietoso, che mi dà l’aria di “appena alzata al mattino”😂😂 ma l’importante è il messaggio…e la vista del mare!!

VUOI VEDERE UN CAMBIAMENTO NELLA TUA VITA?

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SE VUOI VEDERE IL CAMBIAMENTO NELLA TUA VITA (ANCHE PROFESSIONALE)ESCI DALLA TUA ZONA DI COMFORT !

Non possiamo aspettarci risultati diversi se facciamo sempre le stesse cose! Tante volte dobbiamo osare e fare qualcosa al di fuori delle nostre abitudini.

Questa foro è stata scattata oggi nella splendida spiaggia di Puerto Rico, Gran Canaria. Ho fatto questi quattro giorni di viaggio (relax e studio!)da sola perché mio marito non poteva accompagnarmi…
Vi posso assicurare che sono uscita ben bene fuori dalla mia zona di comfort perché io viaggio volentieri…ma non da sola per 4000 km! Me ne sono resa davvero conto salendo sull’aereo..

Ma una volta fuori dalle solite abitudini ci rendiamo conto che c’è tutto un mondo, opportunità e tante cose da scoprire che possono anche renderci la vita migliore!

Per uscire dalla confort zone basta iniziare dalle piccole cose: rompi una abitudine quotidiana oppure fai una piccola cosa che non hai mai fatto…all’inizio sarà difficile e bisognerà “forzarsi”un pochino ma poi verrà facile.

Lo stesso vale per la vita professionale;
dobbiamo fare cose diverse per avere nuovi risultati.

Prova a rispondere a questa domanda: che cosa avresti voluto davvero fare ma che non hai mai avuto il coraggio o la possibilità di fare?
Scrivimi anche via messaggio.


#coaching #zonadiconfort #carriera

PARTI DAL TUO “PERCHÉ”!

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PER CAMBIARE IN MEGLIO LA TUA SITUAZIONE PROFESSIONALE PARTI DAL TUO “PERCHÉ”

Ci sono due libri che consiglio di leggere:”Partire dal perché” e”Trova il tuo perché”entrambi di Simon Sinek.
L’autore si rivolge sia alle aziende che ai liberi professionisti o dipendenti e spiega che prima ancora del “cosa” si fa nel proprio #lavoro o”come”lo si fa, è importantissimo comprendere il “perché'”lo si fa! Questo fa capire meglio la propria ragione, scopo e visione di vita.

Faccio sempre fare questo esercizio ai miei clienti, che desiderano cambiare/trovare lavoro e una volta che hanno compreso il loro reale”perché”tutto diventa più semplice nella loro ricerca del lavoro ideale e non di uno qualsiasi.

Non si tratta semplicemente di dire che quel lavoro “piace” senza capirne le reali ragioni o avere un aumento di stipendio o pagare il mutuo; sono tutti motivi validi ma che non spiegano il nostro vero scopo.

Come comprendere il proprio perché?
Poniti queste domande:

  • Cosa ti fa alzare tutte le mattine per andare al lavoro?
  • In quello che fai o che vuoi fare vedi dietro qualcosa di”più grande”?
  • Quale è il motivo che ti spinge a voler guadagnare di più?(i soldi sono un mezzo e non il”perché”)

Sei riuscita/o a trovare il tuo perché? Scrivimi anche via messaggio.

#careercoaching

L’IMPORTANZA DI MANTENERE UN AMBIENTE ARMONIOSO IN UFFICIO

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Premesso che non esiste quasi mai “l’isola felice”per tutti, bisogna però dire che in questi ultimi anni di crisi, fusioni aziendali, esuberi vari, licenziamenti, ecc. alcuni contesti lavorativi sono molto cambiati. Quindi ci possono essere (per fortuna non sempre!) ambienti lavorativi carichi di tensione, rivalità, ostilità e pettegolezzi, dovuti proprio ai ritmi sempre più frenetici, stressanti e infine lo spauracchio sempre presente dei possibili tagli di personale…

L’armonia sul luogo di lavoro è il primo e più importante passo per far andare bene e con efficienza un ufficio e la stessa produttività aziendale. Ma come mantenere un ambiente di accordo e affiatamento (nel limite del possibile) in ufficio, che gioverebbe a tutti e farebbe sicuramente lavorare e produrre meglio?

L’ambiente dipende dalle persone, che possono contribuire all’importante ruolo di migliorarlo. Ecco, quindi, alcuni spunti utili:

  • Gli “ultimi arrivati” in azienda sono visti con curiosità ma in alcuni casi anche, purtroppo, con sospetto e con il timore che possano”rubare il lavoro”a qualcun’altro in ufficio e corrono il rischio quindi di restare isolati per un bel po’ di tempo…Quando arriva in ufficio una persona nuova si sentirà spaesata, quindi presentatevi sempre per primi, invitatela nella pausa caffè o pranzo. Fatela sentire parte di un gruppo dove possa facilmente inserirsi. Dando voi per primi il buon esempio, anche gli altri vi seguiranno.
  • No ai pettegolezzi, specialmente quelli cattivi. Nell’ambiente lavorativo è purtroppo frequente. Se osservate bene un gruppo di colleghi, ci sarà sempre il pettegolo e “trascinatore”. Di solito lo si riconosce perché ha sempre una definizione, generalmente mai buona, per ogni persona: che sia un cliente, un collaboratore o un collega non presente…e quindi anche su di voi! Se poi vi arriva un pettegolezzo su qualcuno fate in modo che vi entri da un orecchio e vi esca dall’altro…Anche perché diffonderlo potrebbe danneggiare voi stessi.In una giornata particolarmente difficile in ufficio, se nell’aria la tensione”si taglia col coltello”cercate sempre di sdrammatizzare con una battuta di spirito. L’importante è che sia qualcosa di genuino, detto apposta per far divertire, evitando, invece come la peste, le battute sarcastiche, che peggiorerebbero solo la situazione!
  • Se qualche collega è troppo oberato o abbattuto perché magari ha problemi o tensioni dovute al lavoro, la reazione di molti, in genere, può essere quella di lasciarlo nel”suo brodo”o peggio isolarlo… Questo è sbagliato perché crea solo ulteriori tensioni e incomprensioni. Chiedete alla persona, con tatto, se ha bisogno di una mano. Alle volte poche parole di conforto verso qualcuno hanno davvero un effetto balsamico e potentissimo. Vi sarà riconoscente e il giorno che avrete delle difficoltà voi sul lavoro, sarà sicuramente la prima persona a venirvi in aiuto. Ricordate che in azienda si è tutti sulla “stessa barca” e per farla andare nella direzione giusta, bisogna sempre remare tutti assieme!
  • Può capitare che chi abbia uno o due livelli contrattuali in più (ma non abbia comunque una posizione manageriale) si senta in diritto di trattare”con sufficienza”i colleghi di qualche livello in meno. Questo può essere solo controproducente e creare situazioni antipatiche perché, come detto sopra, si è tutti “sulla stessa barca”e bisogna remare tutti assieme verso la stessa direzione.
  • Cercate di creare sempre situazioni di condivisione tra colleghi che possono essere, ad esempio, portare a turno alla mattina le brioches o dolcetti per la pausa caffè, oppure fare delle uscite dopo il lavoro per un aperitivo o una pizza. Tutte situazioni, insomma, dove si possa stare assieme amichevolmente, senza parlare sempre di lavoro…

Vi va di raccontare com’è il vostro ambiente lavorativo? Attendo i vostri commenti anche via messaggio privato.

#lavoro #careercoaching

QUESTO VIDEO È PER CHI STA VIVENDO UN PERIODO DI FORTE STRESS SUL LAVORO A CAUSA DEL MOBBING.

Chi scrive oltre a occuparsi di mobbing e discriminazioni sul lavoro, anni fa lo ha subito personalmente.
E capisco bene che tante volte il momento di disperazione, di paura e di abbattimento di chi subisce mobbing e continue vessazioni, può far prendere in considerazione decisioni drastiche come mollare tutto e dare le dimissioni anche se non ci sono ancora altre alternative come un nuovo lavoro o accordi presi tramite un legale o un sindacato (come faccio l’esempio nel video)
È comprensibile il vostro stato d’animo e che non ne potete davvero più… ma non fatelo!

Ricordate che chi vi fa mobbing vuole proprio questo: sia distruggervi, sia farvi andare via!

Parlatene con un sindacato (giratene anche diversi se serve!) oppure con un legale o con un centro antimobbing e anche con il vostro medico, se vi sentite molto provati da questa situazione.
Fate in modo di avere un minimo di tutela perché è un vostro diritto.

Io sono la prima che sostengo che il modo migliore è girare i tacchi e andare via, ricominciando, verso una nuova vita lavorativa, ma ovviamente ciò va fatto progettando bene i vari passi da fare.

Nel mio video faccio, chiaramente, solo un esempio in situazioni estreme, ma per info più approfondite e precise chiedere sempre il parere ad un legale o ad un sindacato.

Il mobbing si può superare, non siete soli. Coraggio!

#mobbing #antimobbingdiretto