LAVORO A TEMPO INDETERMINATO DOVE CI TROVIAMO MALE VS LAVORO”PRECARIO”MA CHE CI APPASSIONA … COSA SCEGLIERE?

Nella ricerca di un nuovo lavoro, capita più spesso di quanto di creda e soprattutto in questi ultimi tempi, di ritrovarsi a dover scegliere tra un’offerta di un impiego che è più “nelle proprie corde”, dove si possa dare il meglio delle proprie capacità … ma che abbia il neo di avere un contratto precario, non indeterminato (o comunque che richieda la partita iva) contro un lavoro, che si ha già, a tempo indeterminato dove, però, si viene svalutati sia umanamente, che professionalmente (o nel peggiore dei casi si subisce anche mobbing) che non soddisfa e che si vorrebbe lasciare il prima possibile …
La scelta tra le due opzioni non è per nulla facile!
✔Soprattutto quando si ha un forte senso del dovere, pensando al mutuo, bollette da pagare e, non per ultimo, il periodo non bello che stiamo vivendo a livello mondiale, dove crediamo che il “posto fisso” ci dia ancora un minimo di certezza e alla difficoltà a trovare una nuova assunzione altrove … In questo modo restiamo attaccati alla nostra zona di comfort, dove ci sentiamo sicuri e temiamo l’incertezza e l’ignoto.
✔Ma in realtà nulla in questo mondo è certo e indeterminato, non dimentichiamolo.
Quindi che fare?
✅Alle volte è utile “ascoltare la pancia” perché solo noi stessi sappiamo cosa è meglio per noi. Quindi mettiti tranquilla/o , rilassati, respira lentamente e prova a domandarti: se dovessi unicamente pensare al tuo presente e non al futuro (che, sappiamo, è ignoto!) cosa faresti per il tuo benessere attuale? Ecco quella è la risposta. Ora sta a te fare in modo che sia un obiettivo da realizzare.
✅Non siamo obbligati immediatamente a scegliere l’una o l’altra opzione. Ad esempio nel nostro impiego a tempo indeterminato (quello che, in sostanza, vogliamo lasciare) possiamo prendere un periodo di aspettativa o nel caso chiedere un orario part-time di 5 o 6 ore (alcune aziende visto il periodo di crisi non dovrebbero avere difficoltà a concedere una riduzione di orario) in modo che il tempo libero restante ci permetta di svolgere l’altro lavoro. Io ho fatto cosi per anni per portare avanti la mia attività di coaching e formazione.
✅Tenete presente che la legge vi permette di avere due contratti di lavoro part-time (anche se sono due tipologie di contratto differenti) l’importante è non superare le 48 ore settimanali e che i due lavori non siano concorrenti tra loro. Quindi potreste valutare anche questa opportunità. So bene che è molto impegnativo ma potrebbe essere una soluzione per avere comunque un “paracadute” in caso di necessità.
✅Infine non è detto che nel lavoro che più vi aggrada, restiate per sempre dei precari! Chi nota le vostre capacità e i vostro valore aggiunto sarà interessato a tenervi stretti e non a lasciarvi andare via. Questo è un punto importante da tenere sempre in considerazione.
Vi siete trovati in questa situazione? Spero di avervi aiutato a trovare spunti e idee utili per la vostra personale situazione. Attendo le vostre risposte!
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