IL CORAGGIO E LA VOGLIA DI RICOMINCIARE NEL LAVORO

Qualche mese fa ho presentato un workshop che riguardava il mobbing e le discriminazioni, in generale, sul lavoro e come ricrearsi una vita professionale più felice e sono stata supportata anche dai legali del lavoro Roberta Messina e Moreno Fusar-Poli, professionisti davvero molto competenti in materia. Inoltre, tempo prima, è stata anche pubblicata una mia intervista fatta dal formatore David Buonaventura, che offre spunti utilissimi per la ricerca del lavoro degli over 40 e 50 e che caldamente consiglio anch’io, uniti ai potenti strumenti di coaching che offro nei miei percorsi. Allego qui il link della video intervista: https://lnkd.in/dBsiKxa

Non è un caso che io mi sia già occupata di questo argomento spinoso perché non ho mai fatto mistero di aver subito io stessa questo sopruso, tempo fa, come lavoratrice dipendente. Quindi conosco bene quel senso di mancata giustizia e voglia di rivalsa di chi ha subito ingiustizie sul lavoro e conosco anche bene il rischio, che si corre alle volte, di rimanere comunque senza un lavoro a causa di questo…

Avendo superato tutto ciò, ho unito assieme anche la mia passione per il coaching e la formazione, questo mi ha spinta ad aiutare anche altre persone, attraverso il coaching, che desiderano ricominciare, trovando una nuova opportunità lavorativa e ricreandosi una vita professionale più appagante. Perché il desiderio di cambiare non nasce solo a causa del mobbing, ma perché ci possono essere tanti altri problemi nel mezzo: ad esempio, perché non ci si sente apprezzati sul lavoro e svalutati continuamente oppure in altri casi c’è il rischio di perdere il lavoro stesso o magari si vuole iniziare ad intraprendere un’attività in proprio perché davvero stanchi di lavorare come dipendenti. In tanti anni di lavoro, ho colto chiaramente il senso di scontentezza di moltissime persone, che seppur non subendo soprusi gravi, erano stressate e insoddisfatte del loro attuale lavoro.

So bene quanto può essere grande la paura di rimettersi in gioco: perché c’è la crisi, per l’età, per il timore di non avere abbastanza competenze, di essere giudicati, di non piacere…e così via all’infinito…

Ma si può superare tutto ed è un tuo dovere ricominciare al meglio e più serenamente la tua vita professionale. E ci sono strumenti e strategie molto utili per farlo.

  • Perché te lo meriti!
  • Perché non si può “resistere”a lungo in un ambiente ostile che poi si ripercuote su tutta la vita in generale!
  • Perché è assurdo sentirsi svalutati a causa di persone che non hanno alcun diritto su di noi!
  • Perché non c’è paura che tenga!

Spero di averti dato almeno un pochino di fiducia in più con questo post. Scrivi i tuoi commenti anche in privato, se ti va.

#mobbing #antimobbingdiretto #lavoro

COSA FARE QUANDO AL LAVORO TI “PASSANO AVANTI”?

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Lavori da diversi anni presso un’azienda però non riesci mai a fare passi avanti, bloccato nella tua mansione monotona e ripetitiva, mentre altri colleghi (magari con meno anni di anzianità lavorativa) ti passano avanti a fare mansioni più interessanti…e con più considerazione e”meriti”di fronte ai capi!
Ciò è molto frustrante perché si combatte perennemente con un senso di inadeguatezza e di svalutazione da parte di colleghi e superiori.

Ecco alcuni motivi:

  • Viene dato per scontato che tu hai fatto sempre quel lavoro senza lamentarti, che sai fare solo quello e quindi vai bene dove stai!
    In questo caso potresti iniziare a chiedere un possibile cambio o aiutare un collega oberato di lavoro, in modo che tu abbia la possibilità di fare qualcosa di diverso e far vedere il tuo valore e le tue capacità.
  • Stai, purtroppo, svolgendo un lavoro, definito brutalmente “che nessuno vuole fare” e potresti incontrare serie difficoltà e “muri” a cambiarlo con altre mansioni più interessanti…
  • “Simpatie”varie…

Soprattutto negli ultimi due casi, se la situazione diventa davvero “pesante” è da prendere seriamente in considerazione la possibilità di cambiare #lavoro.

Vi è mai capitato?
Attendo i vostri commenti, anche via messaggio se vi va!
#carriera #coaching

PERCHE’ NELLA RICERCA DI LAVORO, MANDARE CENTINAIA DI CV NON SERVE?

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Molte persone nella ricerca o desiderio di cambiare lavoro, rispondono davvero a moltissime inserzioni tra le più varie e mandano centinaia di CV (e anche con una certa fretta da parte di chi vuole andare via da un’azienda dove non si trova più bene!)

Ma tutte queste candidature non ricevono mai alcuna risposta… Perché succede questo?

Quando esce un’inserzione di lavoro, ad esempio online, questa viene pubblicata su moltissimi portali di lavoro e di conseguenza rispondono centinaia se non migliaia di persone! Lo si può vedere chiaramente perché alcuni portali indicano il numero di candidature inviate. E anche se il proprio profilo è perfetto e si ha il CV migliore si finisce quasi sempre di essere cestinati, purtroppo.

Secondo alcune statistiche, il modo più efficace per trovare/cambiare lavoro oggi è l’autocandidatura (per diretta esperienza passata, come dipendente, posso confermare)
Chiaramente l’autocandidatura va fatta“vendendo”bene le proprie competenze e capacità per non rischiare che venga solo archiviata o peggio ancora cestinata.

Vi va raccontare quali difficoltà avete incontrato nella vostra ricerca di lavoro?
Attendo le vostre risposte anche via messaggio.


#lavoro #carriera #antimobbingdiretto

Quel senso di insoddisfazione e insofferenza…

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Quel senso di insoddisfazione e insofferenza quando si va al lavoro alla mattina (soprattutto il lunedì!)…

Alzi la mano chi l’ha provato almeno una volta.

Possono essere tante le motivazioni, ma una delle principali è sicuramente che non si prova più entusiasmo per il lavoro attuale e c’è un forte desiderio di volerlo cambiare.
Questo perché, nell’attuale impiego. ci si sente demotivati, svalutati e non apprezzati dai datori di lavoro, non potendo sfruttare appieno le proprie potenzialità e talenti.
Oppure perché non si va d’accordo con i colleghi o, in atri casi ancora più gravi ed estremi, si sta subendo discriminazione o mobbing.
Questi sono tutti seri e validi motivi per decidere di cambiare lavoro, appena si può e se non ci sono altre alternative percorribili. Perché “resistere” e “subire”, come qualcuno alle volte suggerisce, rischia solo di rovinarci seriamente la vita.

Vi capita spesso di provare questa insoddisfazione e insofferenza al lavoro che vi guasta la mattinata o l’intera giornata?
Quale è il motivo principale?
Potete rispondermi anche via messaggio, se preferite.


#careercoaching  #lavoro  #mobbing

Se ti svalutano sul lavoro…

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Se ti svalutano sul lavoro è perché, in realtà, sei pieno/a di talenti!
Quando ci si sente non apprezzati e poco valorizzati sul posto di lavoro è molto facile demoralizzarsi, credere di non saper fare bene la propria mansione e di non meritare alcun riconoscimento…
Ma in alcune realtà, sono proprio le persone piene di talenti, creatività e iniziativa che vengono spesso “stoppate” e appiattite a mansioni sempre monotone, sentendosi, magari, anche criticate …Questo fa venire in mente il famoso detto di Albert Einstein che dice che ognuno è un genio ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.

Lo vedo, di frequente, nei miei coachee, scontenti e demotivati sul lavoro, proprio per il fatto che hanno tante potenzialità che non riescono ad esprimere al meglio, in un impiego che vorrebbero solo cambiare.

Una mia cliente, ad esempio, nel percorso di Career Coaching, ha scoperto che quelli che lei credeva essere dei suoi “difetti” erano, in realtà, dei grandi punti di forza, da sfruttare per poter ripartire alla grande con la sua carriera lavorativa.

Ti è successo di non sentirti apprezzato/a sul lavoro?
Attendo i vostri commenti (anche via messaggio se volete)

#coaching #lavoro #carriera

Investire nel benessere organizzativo aziendale è importantissimo

Di recente mi sono occupata di mobbing sul lavoro, sia parlandone in un workshop, che ho tenuto il 6 giugno scorso, oltre che in una intervista e anche scrivendo un ebook (in fase di ultimazione).

Tuttavia bisogna dire che, all’interno di alcune aziende, esistono cause che provocano una sorta di malessere e scontentezza sul luogo di lavoro anche senza arrivare a situazioni drastiche come il mobbing … Difatti non di rado chi desidera cambiare lavoro, non lo fa solo per un unico desiderio di miglioramento professionale ed economico ma anche a seguito di scontentezza, insoddisfazione e costante malumore, percepiti sul luogo di lavoro e causati da diversi motivi. Il malessere sul lavoro, oltre che sul contesto professionale, si ripercuote di conseguenza sulla vita privata e spesso fa decidere di voler “scappare” da quell’impiego il prima possibile! Io stessa, dopo tanti anni di lavoro in grosse multinazionali, mi sono resa conto che, in alcuni contesti aziendali, è molto facile trovarsi in situazioni spiacevoli, lavorativamente parlando…

Ma come si può, nel limite del possibile, prevenire queste situazioni spiacevoli in azienda?

Ad esempio, nel caso di aziende dove sono presenti spesso contrasti ed eccessiva rivalità tra i dipendenti (accade spesso) uno dei mezzi sicuramente utili è promuovere percorsi di team e group coaching e percorsi formativi che servano anche per migliorare una comunicazione assertiva e la gestione di conflitti (ne parleremo più nello specifico in un prossimo articolo).

Ma è soprattutto importante promuovere, in generale, il benessere in azienda con azioni mirate.

E’ risaputo che le imprese che investono per promuovere il benessere dei propri dipendenti, hanno un deciso aumento di produttività, della qualità lavorativa e delle performance dei lavoratori, oltre che della loro qualità di vita. Quindi è davvero importante che un’azienda cerchi in tutti i modi di promuovere il benessere organizzativo anziché l’eccessiva competizione al suo interno, che porta solo a malessere e insoddisfazione dei dipendenti. Un buon clima in azienda, favorisce la concentrazione sui compiti da svolgere, sul rendimento, la produttività e sulle relazioni lavorative.

Tuttavia per sviluppare il benessere in azienda sono necessari alcuni criteri tra i seguenti elencati:

  • Condivisione degli obiettivi (Vision e Mission aziendale): Ogni singolo dipendente, pur svolgendo una mansione specifica, deve sentirsi parte integrante dell’azienda e condividerne gli obiettivi.
  • Coinvolgimento e partecipazione di tutti i dipendenti: Ogni dipendente si deve sentire parte di qualcosa e incoraggiato, anche dai colleghi e superiori, facendo squadra e non restando escluso o, peggio ancora, discriminato. Il coinvolgimento migliora di molto la produttività aziendale e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Purtroppo in alcune realtà aziendali questo punto è totalmente ignorato.
  • Motivazione del personale: Decisiva per raggiungere gli obiettivi. La motivazione è essenziale per spronare gli individui a concludere una determinata attività o progetto. Chiaramente nel caso, ad esempio, di mansioni noiose e ripetitive, questo non porterà mai a forte motivazione ma tale problema può essere, almeno in parte, risolto facendo in modo, da parte del management aziendale, di mostrare spesso apprezzamenti e lodi sincere sul lavoro svolto dai propri collaboratori, facendoli sentire importanti per il loro contributo. Inoltre potrebbe essere anche utile, in alcuni casi, la Job Rotation, ovvero la rotazione del personale a diverse mansioni; ciò per rendere il lavoro sempre diverso e far acquisire nuove competenze.
  • Soddisfazione lavorativa ed economica: E’ forse di importanza primaria ed è il motivo principale che spinge un lavoratore a restare o lasciare quella determinata azienda. Se manca questa, purtroppo, non ci sarà mai motivazione a restare in quella azienda.
  • Buone relazioni con colleghi/superiori: Un clima sereno e amichevole giova a tutti e la fiducia è alla base di ogni rapporto umano e lavorativo. Quindi un clima aziendale carico di conflitti, malumori e pettegolezzi non giova al benessere aziendale e inoltre espone al grave rischio di discriminazioni e mobbing.
  • Formazione continua: Ogni dipendente deve essere formato e aggiornato per migliorare sempre più la qualità del proprio lavoro. Ciò rende le persone più competenti e preparate e giova sicuramente alla produttività aziendale. Sono anche molto importanti, come detto sopra, percorsi di team e group coaching e la formazione che riguarda la comunicazione assertiva e la gestione dei conflitti in azienda.
  • Spazi di lavoro ben distribuiti: Negli ultimi decenni, molte imprese hanno adottato spesso e volentieri gli uffici in open-space, pensando che ciò migliorasse la produttività e la collaborazione … niente di più sbagliato! Diversi studi hanno dimostrato che mettere tante persone in un open-space riduce la concentrazione e aumenta la possibilità di errori. Inoltre non stimola affatto alla collaborazione ma alla chiusura, allo stress e al contrasto tra colleghi.
  • Meritocrazia: Purtroppo le aziende italiane hanno il triste primato di essere meno competitive a causa della mancanza di meritocrazia ed equità.Un ambiente meritocratico è, invece, necessario per identificare le figure più meritevoli e competenti a ricoprire le posizioni di comando e di conseguenza che siano in grado di gestire i vari team lavorativi nel miglior modo possibile.
  • Flessibilità di orario e Smart Working: In Svezia alcune aziende hanno sperimentato la riduzione dell’orario da 8 a 6 ore giornaliere perché hanno compreso che i dipendenti che possono disporre meglio del loro tempo sono dipendenti più felici e più produttivi! Di conseguenza la produttività e il rendimento non sono strettamente legati a otto ore di lavoro giornaliere, anzi, alle volte è vero il contrario e fossilizzarsi su orari rigidi è più un ostacolo che una risorsa. Inoltre altri metodi come lo Smart Working, ovvero il proprio lavoro gestito senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, può essere davvero utile per conciliare vita lavorativa e vita personale, senza diminuire il rendimento e la produttività.
  • Accesso alle informazioni e strumenti aziendali: Le informazioni che riguardano l’azienda e gli specifici compiti che ognuno deve svolgere, devono essere chiare e trasmesse correttamente. Può sembrare banale ma spesso accade che in alcune aziende, diversi lavoratori vengano messi a fare un tipo di lavoro senza alcun supporto o formazione. E non informare e formare i dipendenti in maniera adeguata su tutto il processo, porta al rischio di errori e demotivazione.

in conclusione un’azienda che promuove tutte queste iniziative (e anche altre) può dirsi davvero “illuminata”.

 

Mobbing sul lavoro: liberatene!

Un po’ di tempo fa è stata pubblicata la mia intervista, fatta dal formatore David Buonaventura e pubblicata sui social, dove si parlava di mobbing sul lavoro e ho raccontato della mia personale e atroce esperienza che ho dovuto subire anni fa e la causa legale da incubo che ne è conseguita. Molte persone mi hanno ringraziato per aver sollevato questo problema e molti hanno ammesso di aver subito mobbing e di non averne mai parlato con nessuno.

Ritengo, però, che bisogna assolutamente parlare il più possibile di questi eventi inaccettabili e non far cadere tutto nel silenzio! Purtroppo è questa la forza di molte aziende mobber: il silenzio.

Io dico sempre che dalla difficoltà possono nascere delle opportunità e così è stato anche per me, scoprendo, negli anni successivi, il coaching e la formazione, oltre a tanti altri interessi che non pensavo di avere.

Quindi a distanza di anni ho deciso di fare questo workshop gratuito, in collaborazione con l’Avv. Roberta Messina esperta in diritto del lavoro, per poter aiutare più persone possibili ad uscirne. Perché è soprattutto questo che vorrebbero le persone che subiscono mobbing: ricominciare e ricrearsi una vita professionale più felice.

Il workshop si terrà il 6 giugno a Milano in Via Costa, 4 dalle ore 19:00 alle 20.30 circa.

Per chi fosse interessato può iscriversi su Eventbrite direttamente a questo link, oppure mi contatti pure in privato per info e curiosità.

http://www.facebook.com/events/428366191315068/

E’ davvero possibile trovare il lavoro ideale?

C’è una famosa frase di Confucio che recita: “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua” E’ una frase che mi piace molto e si adatta molto bene al mio modo di pensare.

Mi è capitato tempo fa di condividere nella mia pagina FB Jenny Ubaldo Coach -Coaching della Felicità un post un’altra pagina, che seguo, che mi piaceva molto perché trattava, appunto, l’importanza di fare un lavoro che si ama per essere felici (indipendentemente che sia un lavoro in proprio o come dipendente per un’azienda) e un mio contatto ha commentato che (giustamente!) era già tanto al giorno d’oggi trovare un lavoro! Questo è verissimo , però è importante comprendere che fissarsi a cercare un ‘qualsiasi’ lavoro, anche se dietro ci sono le motivazioni più giuste, nobili e disparate, potrebbe portare solo a grandi delusioni e porte chiuse in faccia perché questa è, in realtà, la strada più difficile da intraprendere. Soprattutto nel mondo del lavoro che oggi abbiamo in Italia (aggiungo già molto penalizzato a causa delle varie discriminazioni per età, sesso, ecc.).

Questo perché le aziende vogliono persone sempre più specializzate e formate in una determinato lavoro e di conseguenza vengono puntualmente scartate le candidature di persone che nel curriculum danno l’impressione che vogliono fare “un po’ di tutto”. Questa è purtroppo la dura realtà…

E comunque, anche se si avrà la fortuna di riuscire, alla fine, a trovare un qualunque impiego e farselo andare bene a vita (o quasi) nonostante non ci piaccia e non sia nelle ‘nostre corde’, questo può essere davvero pesante, demotivante e deprimente a lungo andare.

Nei percorsi che ho fatto, ad esempio, con le donne disoccupate abbiamo focalizzato l’obiettivo di trovare il lavoro che fa per loro e sulle loro competenze…non trovare ‘un lavoro’ e devo dire che questo sistema ha funzionato.

Oggi paga la capacità di sapersi vendere per ciò che si sa fare davvero bene e di conseguenza bisogna essere molto focalizzati e centrati sulle proprie competenze, capacità, talenti e soprattutto su ciò che ci piace davvero fare. Questo serve per dare sempre valore aggiunto al nostro lavoro e far comprendere i benefici che ne possono derivare.

Non è sempre un percorso facile, però rimanere concentrati e focalizzati sui nostri obiettivi può aiutarci sicuramente a trovare un lavoro più vicino alle nostre attitudini.

Un percorso di Career Coaching può sicuramente aiutarti a riscoprire le tue capacità e talenti e a fare un bilancio delle competenze per fare una ricerca di lavoro mirata, sia se si vuole lavorare come dipendente oppure di progettare la propria attività in libera professione.

E tu stai attualmente facendo un lavoro che ti appassiona? Aspetto i tuoi commenti!

Donne over 40 e 50 sempre più discriminate nel lavoro?

Ho da poco terminato, assieme ad un’altra collega Counselor, il percorso Empowerment – Donne che costruiscono il proprio futuro, presso il comune di Basiglio – Milano 3.
Abbiamo già avviato con successo questo percorso di Coaching e Counseling nel comune di Rozzano, indirizzato specialmente a donne disoccupate, finalizzato ad aiutarle a riscoprire le loro potenzialità personali/professionali e che possa dare loro, un piccolo aiuto a rientrare nel mondo del lavoro.
Da questi percorsi fatti, mi piace raccontare della forza delle donne di rimettersi in gioco più volte nel corso della propria vita, di non perdersi d’animo, nonostante le difficoltà incontrate e nonostante (purtroppo!) un mondo del lavoro odierno sempre più discriminante nei confronti delle donne over 40 e 50.
Proprio da quest’ultimo problema, a cui non viene dato il giusto peso dalle istituzioni, mi domando perché succede sempre più spesso che siano le donne a pagare un caro prezzo di questa crisi del lavoro? Che si tratti di donne in età matura oppure che abbiano figli piccoli o che siano comunque in età fertile quindi “a rischio figli” ecc. ecc…
Mi domando se le aziende oggi cerchino ancora la professionalità, la bravura, il talento e il valore aggiunto di una persona o guardino solo ed unicamente al “risparmio” facendo assunzioni solo di giovanissimi con tirocini e stage…
Se avete un’esperienza da raccontare scrivetemi sul sito, la pubblicherò molto volentieri!

Stai inseguendo i tuoi sogni e aspirazioni o quelli di qualcun altro?

È una domanda, che ultimamente, viene posta molto spesso: quanti di noi inseguono davvero le proprie aspirazioni, attitudini e ciò che vogliono realmente fare nella vita? Purtroppo pochi, perché molte persone si ritrovano a fare un lavoro che non piace e non gratifica e che occupa buona parte della giornata. Magari si ha anche la sfortuna (ahimè!) di avere colleghi antipatici e un capoufficio che stressa continuamente!… senza contare gli orari, che costringono sempre a correre in mezzo al traffico snervante e tornare stanchi morti alla sera, senza più energia per fare nient’altro, purtroppo.  Tutto questo correre per circa 40/45 anni per poi arrivare ormai affaticati e quasi anziani (o del tutto anziani!) ad una misera pensione – se si è fortunati.

Però se la professione, che svolgiamo per tutti questi anni, non corrisponde a ciò che davvero ci piace fare, significa inseguire, non le proprie aspirazioni e i propri sogni, ma rincorrere tutta la vita l’obiettivo di qualcun altro … Ma ne vale davvero la pena? Certo in molti risponderanno che il mutuo e le bollette vanno pagate e si deve pure mangiare… giustissime ragioni! Questo è il problema che abbiamo tutti noi di arrivare comunque a fine mese e di “doverci guadagnare il pane” … Questo discorso non vale, chiaramente, per tutti coloro che, tutto sommato, si sentono soddisfatti e felici del loro attuale lavoro.

Ma sempre più spesso si sente parlare  della “corsa del criceto” perché bisogna lavorare per guadagnare, per poi “consumare”, in qualità di consumatori, senza pensare troppo … Sarà davvero così?? Lascio a chi legge l’ardua sentenza.

Per esperienza personale posso dire che non è affatto piacevole rincorrere gli obiettivi e le aspettative degli altri e neppure di fare tutta la vita qualcosa che non piace (soprattutto quando si hanno dei sogni e degli obiettivi propri da perseguire) perché ciò rende insoddisfatti, stanchi – sia fisicamente che mentalmente – frustrati e sempre arrabbiati. 

Io sono sempre del parere che non bisogna mai mettere da parte i propri sogni, le proprie abilità e capacità anche se si fa un lavoro di tutt’altro genere:  se sai suonare uno strumento continua a farlo, se sai scrivere bene, scrivi un libro, se sai restaurare mobili, dedicati a quest’attività… ma non abbandonare mai le tue passioni perché pensi che il tuo lavoro ti tolga tutto il tuo tempo.Riprendi in mano la tua vita! Con il Coaching Creativo, accompagno durante il percorso,  chiunque voglia fare un cambiamento nella propria vita professionale, seguendo le proprie passioni creative/artistiche o qualunque altra professione si desideri fare e che faccia sentire, finalmente, realizzati. Non esitare quindi a contattarmi all’indirizzo email; info@coachingdellafelicita.com.

“Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua” Confucio